martedì 4 novembre 2008

Non rondo più

Domanda: “Ministro, in Italia e anche in regione si discute da tempo sull’impiego delle ronde di sicurezza. Potrebbero portare davvero dei vantaggi come pensa soprattutto lo spicchio leghista del centrodestra?”

Risposta: “Innanzitutto va detto che il progetto di un ricorso alle ronde nasce dalle difficoltà palesate dai cittadini in termini di percezione della sicurezza. Alle spalle di questa idea c’è quindi una spiegazione concreta. Tuttavia, proseguendo sulla strada che ho già indicato, direi che anche in chiave futura non ci vorranno le ronde ma pattuglie miste militari e forze dell’ordine”.

Domanda: “Allargando il ragionamento sulla sicurezza all’intero paese, città come Trieste, sistemate vicino alle ex zone di confine potranno fungere da avamposti anti rischo?”

Risposta: “No”.

Il ministro della difesa e reggente temporaneo di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa (uno che vedo più a suo agio in una discoteca che in una trincea) in visita a Trieste per il raduno dell’Assoarma, boccia senza appello l’idea di avere, anche in Friuli Venezia Giulia, le ronde di volontari per la sicurezza.

Federica Seganti è una bella donna, una di quelle triestine perennemente abbronzate che si fanno chiamare “mula” fino a settant’anni. La immagini sempre a Barcola o a sciare a Bad Kleinkirchheim; e invece no, Federica è la tostissima assessore regionale leghista alla pianificazione territoriale, autonomie locali e, of course, alla sicurezza.
Lei affronta subito con decisione il tema sicurezza: telecamere dappertutto, fondi ai comuni per stare tutti più tranquilli e come arma finale le mitiche ronde regionali volontarie per la sicurezza.
E chi saranno i rondaioli? Anche su questo l’assessore ha le idee chiare: carabinieri, poliziotti e alpini in congedo verranno arruolati, persone, sostiene l’assessore “che sicuramente potranno fornire un prezioso contributo di esperienza”.
In effetti, questi hanno esperienza, ne hanno talmente tanta che capiscono al volo che la proposta della leghista è una boiata pazzesca.
“Non è nostro compito”, taglia corto il presidente dalla sezione ANA di Trieste Giampiero Chiapolino. Mentre Claudio Svara, responsabile regionale della protezione civile dal 1987 al 1996 e membro dell’Unione nazionale degli ufficiali in congedo, non ce li vede proprio i militari in pensione a fare le ronde: “Credo che la proposta di legge, anche per questioni di età degli ex militari, dovrebbe piuttosto coinvolgere gli ex carabinieri, mentalmente più pronti a un servizio di ronda”. Ma proprio i pensionati della Benemerita declinano l’invito: ”Il nostro impegno è già massimale all’interno della Protezione civile e in altri servizi di volontariato e non credo ci sia altro spazio” dice Giovanni Guarini, presidente dell’Associazione nazionale dei carabinieri di Gorizia.

Così niente da fare; Il ministro non vuole, i diretti interessati non sono d’accordo, gli alleati si sfilano e il simpatico presidente della regione Renzo Tondo stacca il telefonino e sfugge ai giornalisti in cerca di commenti.

E Federica restò sola, con qualche amico.

2 commenti:

fritz ha detto...

L'assessore e quella in barca o quello con le corna?

diogene ha detto...

Entrambi.