mercoledì 18 febbraio 2009

Il reggente

In un paese normale, con un partito normale, fatto da gente normale, quando il segretario infila una spettacolare serie di sconfitte si dimette. Non è un dramma, non è una tragedia. Si fa un congresso dove si confrontano uomini e programmi diversi e poi chi vince governa (e chi perde non se ne va).


In Italia no. A chi si dimette si chiede di restare, si rinvia il congresso e tutti sperano di rimanere al loro posto. E il segretario? Nessun problema, si mette un "reggente", cioè uno che per alcuni mesi apre la porta del partito, legge la posta, spazza la stanza e magari versa un po' d'acqua alle piante.

2 commenti:

lucio ha detto...

...in pratica un "autoreggente"...

ciao lucio

lucio ha detto...

Incantati, eccitati, nel guardare la confezione di un regalo di cui non si conosce….

Ricordo da ragazzo a Gorizia durante la fiera di S. Andrea, un venditore ambulante proponeva, con grande capacità oratoria, pacchi di cui non si conosceva il contenuto. La gente incuriosita si ammucchiava ad ascoltarlo, qualcuno comperava, questi, eccitati, aprivano il pacco, ma ahimè il sogno svaniva presto e il facile affare si tramutava in cocente delusione, oggetti inutili, servizi di piatti di pessima qualità anche scheggiati.

Giorgio Gaber alla fine del dialogo “il suicidio” dice “….C’è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.”, spero che nel PD sia finita la stagione del populismo, che finalmente si onori l’aggettivo “democratico” che portiamo. Lasciamo ad altri le confezioni vuote o fallate, ed iniziamo a costruire tutti assieme, un partito con principi condivisi con regole certe e trasparenti, dove si discute, non si allude. Il congresso di ottobre non va sprecato.

Propongo come valori fondanti “La democrazia, la libertà, la dignità, il pensiero che ciascuna persona ha valore in quanto tale e non è mai un mezzo, l’equa eguaglianza delle opportunità. La convinzione che sia giusto che a ogni aumento delle risorse della società vadano ad aumentare le risorse a disposizione degli “ultimi”, il pensiero che se uno cade lungo la strada della vita è aiutato (in quanto persona)”

Propongo che le regole interne si fondino sulla democrazia delegata, collegata al principio una testa un voto, in quanto questo è il solo modo per far contare (almeno teoricamente) tutti gli aderenti.

Propongo e voglio poter votare sull’adesione all’Internazionale Socialista.

Se saremo lineari, trasparenti potremo far parte di quelli che hanno fatto un grande partito, che hanno dato una speranza al nostro paese e a questo mondo sempre più interdipendente, sempre più piccolo.