

Alle volte mi vengono in mente delle cose con cui non sono affatto d'accordo.




Alcune parole: "Sono convinto che gran parte degli effetti della crisi economica sono dovuti al fattore psicologico. Sfortunatamente, c'e' un'opposizione che guarda all'esistenza di questa crisi con soddisfazione. Il momento peggiore è superato. E' stato un diluvio, ma tutto è tornato come prima. Meglio di prima''. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi."Segnali di speranza, il peggio è alle spalle". Il ministro dell'economia Giulio Tremonti.





Visto che avevo modestamente proposto di titolare una via al grande Angelo Cecchelin piuttosto che al gerarchetto, rinnovo la proposta ma, questa volta, con un nome molto più in linea coi sentimenti profondi della destra triestina. Non uno che scriveva giornalini per i balilla, ma uno tosto: Odilo Goblocnik, comandante delle SS nella zona operativa tedesca dell'alto Adriatico.








Lenin scrisse nel 1920 un libello dal titolo L’estremismo, malattia infantile del comunismo, il rivoluzionario russo non visse tanto per vedere la fase senile del comunismo, tuttavia noi uomini del XXI secolo siamo riusciti a vederla e a isolarne il virus.
Infatti la scoperta del morbo senile del comunismo è stata fatta in Italia e qui sotto vi mostro il paziente zero, la prima vittima e untore della malattia senile del comunismo: la stupidità.
Allontanate i bambini e i deboli di cuore; l'agghiacciante immagine è questa:


Mentre il mondo guarda con preoccupazione all'influenza suina (o messicana o nuova o come diavolo vogliono chiamarla), un morbo ciclicamente attivo colpisce un settore della popolazione particolarmente a rischio: la classe politica.



