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venerdì 8 maggio 2009

Eletti dal popolo (3 - Il presidente pistolero)


Quest'uomo è un leghista. Quest'uomo è il Presidente del Consiglio Regionale. Quest'uomo gira armato e tiene una pistola nel suo ufficio. Quest'uomo, a suo dire, è minacciato di morte dai terroristi islamici.


Va bene che siamo la regione di Basaglia, va bene che abbiamo anticipato la legge 180, va bene che i matti non devono essere rinchiusi, ma mica devono stare ai vertici delle istituzioni.

venerdì 19 dicembre 2008

Eletti dal popolo (2- L'uomo che ha detto basta ai Rasta)

"I shot the sheriff, but I didn't shoot no deputy". Bob Marley


Questo qua non è un venditore di aspirapolveri a domicilio. E' un legislatore regionale. Uno che decide, poco per fortuna, della mia e della vostra vita. Paolo Ciani, prima MSI, poi AN e ora PDL. Non si ricorda molto della sua attività politica tranne una lunga, maniacale e ossessiva battaglia contro il Rototom Sunsplash Festival. Il Sunsplash è il più importante festival della musica reggae d'Europa e si svolge in Friuli Venezia Giulia a Osoppo. Nell'ultima edizione ci sono state oltre duecentomila presenze ed è stato visitato dal ministro giamaicano della cultura.

Ma per Ciani il festival è come Moby Dick per il capitano Achab. Lo bracca da anni, lo insegue e non ci dorme la notte. Così ogni anno il valoroso consigliere tuona contro "il festival della droga", e della "cultura della morte" e, finalmente, vinte le elezioni, affonda il colpo: "Basta illegalità. È giunta l’ora di porre un drastico freno a questo fenomeno in cui l’alibi della musica viene invocato puramente per drogarsi e, come se non bastasse, pure con denaro pubblico per sostenere l’evento". Così, finalmente, via i fondi regionali allo sgradito festival.


E' vero, parecchi ascoltando la musica reggae si rollano qualche canna, ma è molto più rischioso sfrecciare per le nostre autostrade che starsene ad ascoltare musica tra i prati di Osoppo e, probabilmente, è molto più facile trovare dei pericolosi sballati tra le osterie friulane. Ma il vino lo produciamo noi, la marijuana no, ed è pure un prodotto extracomunitario. Non sono appassionato di musica reggae e trovo piuttosto demenziale una religione che adora il vecchio imperatore d'Etiopia e la cannabis, ma passerei la vita con un gruppo di Rasta, piuttosto che qualche minuto con Paolo Ciani.

Povera destra da Ciano a Ciani.

lunedì 15 dicembre 2008

Eletti dal popolo (1- Il bisiaco in camicia verde)

Il grande Ettore Petrolini, rivolgendosi a uno spettatore che l'aveva fischiato, disse: "Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto". E' esattamente lo stesso pensiero che provo quando vedo alcuni nostri "eletti dal popolo". Non ce l'ho con loro, ma con quelli che li hanno eletti.


Federico Razzini è un vero leninista. Sempre fedele alla linea del partito, anche quando questa cambia vorticosamente, non si è mai espresso in modo stonato con le gerarchie leghiste e si è sempre salvato dalle cicliche purghe nel partito di Bossi. Addetto stampa, assessore provinciale, consigliere comunale, la sua devozione e fedeltà è stata ripagata con l'elezione al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Finalmente raggiunto il meritato riconoscimento per anni di indefessa militanza, ha potuto svolgere il suo lavoro in difesa degli interessi del popolo bisiaco.
I bisiachi, si sa, sono un po' ingrati e continuano in maggioranza a votare a sinistra, ma il nostro virgulto consigliere in camicia verde non demorde e subito si lancia in difesa del nostro bel idioma paleo veneto. Presenta allora un disegno di legge che "valorizzi e promuova gli idiomi e i dialetti storici veneti del Friuli Venezia Giulia", una legge di cui a Monfalcone si sentiva la drammatica urgenza.
Poi si mette in evidenza nelle battaglie leghiste contro le aperture domenicali dei negozi. Memorabile una sua dichiarazione: "Dobbiamo fare una buona e radicale riforma del commercio se vogliamo distinguerci da chi ci ha preceduto e ha fallito deludendo i cittadini a favore di poche lobby affaristiche!" Naturalmente, a lui, che i cittadini vadano a fare acquisti dalle "lobby affaristiche" perchè i prezzi sono vantaggiosi rispetto ai commercianti del centro storico, interessa ben poco. Il suo cavallo di battaglia è la difesa delle nostre terre dall'incombente minaccia islamica. In questa crociata possiamo vederlo lancia in resta con disegni di legge, comunicati e così tante iniziative che è impossibile dare conto di tutte. Merita, però, di essere segnalata una sua performance in Consiglio regionale di alcuni mesi fa.
Siamo nel corso di una seduta dedicata alle interrogazioni e interpellanze. La seduta si consumava stancamente in un aula distratta quando, d'un tratto, il vocione di Razzini è rimbombato nell'emiciclo: "Signor Presidente!" Ricordo quasi a memoria. "Capisco che sono importanti le interrogazioni, ma devo segnalare un fatto gravissimo accaduto a Monfalcone!" Orca! Mi sono preoccupato anch'io. Che sarà successo? Sarà esplosa la centrale, crollata la Rocca, affondato il porto. No, niente di tutto ciò. "Oggi in una scuola media - ha proseguito Razzini - sono stati invitati dal preside decine di immigrati del Bangladesh che hanno preso parte alla fine dei lavori del Ramadan". Si, avete letto bene: "fine lavori del Ramadan". Che cultura il nostro leghista!



Quindi, per il novello crociato, il fatto gravissimo era che alcuni immigrati di fede islamica hanno portato qualche dolcetto a scuola per la celebrazione della fine del Ramadan, mostrando agli studenti che anche i mussulmani hanno delle ricorrenze religiose e non mangiano i bambini. Una vera tragedia per il ciarpame ideologico dei leghisti.



Come dicevo all'inizio, non ce l'ho con lui che fa solo la parte del disciplinato leghista, ce l'ho con chi lo ha eletto.