

Alle volte mi vengono in mente delle cose con cui non sono affatto d'accordo.




Alcune parole: "Sono convinto che gran parte degli effetti della crisi economica sono dovuti al fattore psicologico. Sfortunatamente, c'e' un'opposizione che guarda all'esistenza di questa crisi con soddisfazione. Il momento peggiore è superato. E' stato un diluvio, ma tutto è tornato come prima. Meglio di prima''. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi."Segnali di speranza, il peggio è alle spalle". Il ministro dell'economia Giulio Tremonti.



Mentre il mondo guarda con preoccupazione all'influenza suina (o messicana o nuova o come diavolo vogliono chiamarla), un morbo ciclicamente attivo colpisce un settore della popolazione particolarmente a rischio: la classe politica.




Come si può fare dello spirito? Dell'ironia? E' tutto così pazzesco senza bisogno di altri commenti. A farmi rabbrividire sono, nell'ordine: 1 una diciottenne che immagina che la strada per la politica passi per l'esposizione di diverse parti anatomiche; 2 che il nostro (o meglio di chi l'ha votato) Presidente del Consiglio assomigli a un ibrido tra un vecchio playboy in disarmo e un pedofilo in vacanza in Thailandia; 3 che il più letto dei giornali italiani perda tempo a intervistare una cretina.

Mi è venuto così in mente che l'unico presidente al mondo che veniva chiamato "Papi" era François Duvalier, per oltre una ventina d'anni padrone assoluto di Haiti. Duvalier, ex medico di provincia esperto di vodoo e magia, tiranneggiò il paese per una quindicina d'anni, facendosi chiamare Papà Doc. Di Duvalier si ricordano l'abitudine a vestirsi di nero con occhiali scuri e cappello da stregone e la particolare ferocia delle sue milizie personali i Tonton Macutes che, secondo le credenze dei poveri haitiani, rapivano gli oppositori politici trasformandoli in degli zombi. Alla sua morte, salì al potere il figlio, Jean Claude Duvalier, soprannominato Baby Doc.
Non siamo Haiti eppure abbiamo il nostro Papi, tanti aspiranti Baby e parecchi zombi.
























Il presidente ha votato a favore dell'ordine del giorno che lo censura.

Silvio Berlusconi, 12 settembre 2006, due giorni dopo la sconfitta alle elezioni legislative:
"Tanti brogli. Ci sono i verbali di 60 mila sezioni da verificare, uno per uno. Ci sono brogli a non finire. Queste informazioni arrivano da cose precise, sono in contatto con tutti i nostri coordinatori di Forza Italia e degli altri partiti. Di ora in ora arrivano dati sulle stesse schede che non sono conformi. Ci sono somme sbagliate, dati riportati male nella stessa scheda, comunicazioni errate. Confido che i magistrati delle corti d'appello e circoscrizionali, ai quali è demandato il controllo delle schede, svolgano il compito in assoluta coscienza e con le necessarie serenità e imparzialità. Ci sono situazioni che si stanno accumulando una dopo l'altra: si tratta di controllare i verbali di 60 mila sezioni e quello che stiamo verificando è che ci sono moltissime, moltissime, moltissime irregolarità. Ci sono i tempi necessari per fare i controlli, non ci sono limiti di tempo. Mi sembra logico che ci sia una verifica dei voti per vedere se questo risultato, che è provvisorio, non ha nulla di ufficiale, che è venuto fuori nella notte dalle prefetture, debba essere controllato, no? Pensavate di esservi liberati di me?" (Con quest'ultima minaccia aveva maledettamente ragione).

Ringrazio Cristina per avermi suscitato l'idea di questo post.


Nel 1927 venne realizzato il primo film sonoro, si intitolava The Jazz Singer (Il cantante jazz), il protagonista era un immigrato ebreo lituano che aveva preso il nome d'arte di Al Jolson.

"L'impegno con Strache era fissato da tempo (mentre l'anniversario della fine della guerra è in calendario da novant'anni ndr) – spiega Fontanini – sarebbe stato scortese rimandarlo e, a novant'anni dalla fine della Prima guerra mondiale, è stato utile anche per dimostrare che le barriere con gli amici austriaci sono superate".
Provo a tradurre dall'idioma leghista: "non ero a Redipuglia perchè a noi l'Italia sta sulle balle, e poi dovevo incontrare questo Strache perchè, morto Haider, dobbiamo pur trovare un amico che la pensi come noi". Del resto, Fontanini è in piena sintonia con i suoi compagni di partito che "butterebbero il tricolore nel cesso" e di fronte all'Inno di Mameli esibiscono il dito medio.
Sono cresciuto tra comunisti e socialisti, gente che anteponeva l'internazionalismo alla nazione. Però mi hanno insegnato che un paese dove non c'è amor di patria e senso dello Stato è messo male. Se poi mancano proprio a coloro che amministrano la cosa pubblica siamo messi malissimo.
Intanto a Chicago...