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venerdì 15 maggio 2009

La cultura e il culturista

Hey non fare il sapiente tu non sei divertente io che sono ripetente io ti tiro un fendente Forse sei deludente perché hai perso il mordente ma se trovi che ti rende tu diventa pur demente Coro : cia cia cia cia cia cia La cultura cia cia cia poi ti cura con premura con premura La cultura poi ti cura con premura la cultura Se la gente poi t'offende tu ti levi le mutande io che sono deficiente io ti spacco la tua mente Sei rimasto ignorante non ti frega più di niente se ti senti impotente tu diventa pur demente Coro : cia cia cia cia cia cia La cultura cia cia poi ti cura con premura con premura la cultura La calura più non dura sta sicura sta sicura la calura più non dura Coro : cia cia cia La verdura cia cia cia più non dura cia cia cia perché è dura cia cia cia la verdura cia cia cia la verdura cia cia cia Più non dura cia cia cia perché è dura cia cia cia la calura cia cia cia più non dura cia cia cià cià cià cià ciacciaccerò. (Diventa Demente, La Kultura Poi Ti Cura - Skiantos).


Se a Trieste intitolano una via a un gerarchetto fascista a Monfalcone non si vuole essere da meno; nulla in confronto alla grandeur triestina, qui si tratta soltanto della consegna di una targa all'assessore alla cultura di Milano, Massimiliano Finazzer Flory.
Finazzer ha passato la gioventù a Monfalcone. Tutti ricordano la sua figura da Schwarzenegger di periferia; in quel periodo, infatti, il futuro assessore meneghino si dedicava al body building. Sempre in tuta, con un giubbotto paramilitare, il giovane nerboruto si aggirava minaccioso per le strade di Monfalcone senza fare mistero delle sue simpatie per l'estrema destra.
Poi un giorno scomparve, riapparendo qualche tempo dopo in abiti meno inquietanti e aprendo una palestra. Ma la grande trasformazione lo vide passare dal culturismo alla cultura. Legge, scrive e, anche se pare non abbia mai conseguito la laurea, interviene sui più disparati argomenti guadagnandosi una nomea da intellettuale.
Intanto comincia a muovere i primi passi in politica: diventa collaboratore del ministro Tremonti e l'anno scorso il grande balzo: viene nominato dal sindaco di Milano assessore alla cultura, finendo agli onori delle cronache per una rissa con alcune vigilesse che non gradivano le performances di alcuni artisti da lui ingaggiati per commemorare il centenario del Manifesto Futurista.
Non è dato sapere cosa abbia fatto per la città dei cantieri e quindi resta misterioso il motivo del riconoscimento.


Monfalcone non ha prodotto molti personaggi famosi: Gino Paoli, Elisa, Paolo Rossi. Non so se questi abbiano già ricevuto una targa. Nel frattempo, per restare al livello dell'assessore futurista, proporrei una targa a Fabio Frittelli, in arte Mo-Do, autore nei primi anni novanta di un agghiacciante successo da discoteca: Eins, Zwei, Polizei.
Anche Frittelli è poi scomparso. Forse riapparirà assessore alla cultura del comune di Roma. Visti i tempi, non si sa mai.

mercoledì 3 dicembre 2008

Con sprezzo del ridicolo


"Certi uomini politici muoiono sulle barricate sulle quali non sono mai stati". François Mitterrand.


In Italia si scrive troppo e si legge troppo poco. Mentre gli italiani sono tra i lettori più scarsi d'Europa, le nostre librerie straripano di libri assolutamente inutili. Calciatori, attori, soubrette e una più varia umanità producono quintali di carta stampata. Così tra i vari generi letterari ne battezzo uno nuovo: "libri scritti con sprezzo del ridicolo". Ecco la storia di un testo fondamentale di questo nuovo genere.




Willer Bordon è stato funzionario del Partito comunista italiano e sindaco di Muggia. Nel 1987 viene eletto deputato. Con la fine del PCI aderisce al PDS è viene rieletto nel 1992. Ma è inquieto e cosi, dopo un periodo di doppia tessera PDS e Radicali, fonda con Ferdinando Adornato (poi Forza Italia ora UDC) Alleanza Democratica. S'imbarca nella "gioiosa macchina da guerra" di Achille Occhetto. La macchina si schianta ma lui sopravvive e nel 1994 è rieletto deputato con i Progressisti nel collegio di Mantova. Ma nella bassa lombarda non viene molto amato e allora nel 1996 trasferisce armi e bagagli nel collegio di Fiumicinio dove, battendo Gasparri, torna in Parlamento. Ormai preso da un'attività frenetica diventa sottosegretario ai beni culturali nel primo governo Prodi, ministro dei lavori pubblici nel secondo governo d'Alema e ministro dell'ambiente nel secondo governo Amato. Schizza da un partito all'altro come un protone in un acceleratore nucleare; nel 1998 fonda con Di Pietro L'Italia dei Valori, ma la lascia subito, l'anno dopo è partecipe della nascita de I Democratici e nel 2001 è nella Margherita. Poco convinto del nuovo soggetto politico, prima si fa eleggere al Senato, poi ne diventa capogruppo. Intanto anche a Fiumicino non ne apprezzano la saettante carriera politica e torna nella natia regione Friuli Venezia Giulia. Siamo nel 2006, nuova legge elettorale ma Bordon è sempre presente, eletto al Senato, lascia la Margherita, entra nel PD e lo abbandona subito per fondare l'Unione democratica che si fonda con i Liberaldemocratici di Lamberto Dini, contribuendo alla caduta del governo Prodi.

Nel 2008 non lo candida nessuno. Lui afferma di avere volontariamente mollato e ci propina il libro: "Perché ho lasciato la casta" .

Personalmente avrei preferito un commiato di questo tipo: "Sono Willer Bordon, parlamentare per oltre vent'anni, fondatore e affondatore di una dozzina di partiti, vi chiedo scusa e addio".

Finalmente liberi, ci sarebbe un solo Willer da ricordare. Tex Willer.