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lunedì 27 aprile 2009

Ich bin ein Berliner


Il governo di sinistra di Berlino aveva introdotto, alcuni anni fa, l'ora di "etica" nelle scuole cittadine in sostituzione dell'ora di religione.
Infastiditi per questo guizzo di civiltà dell'amministrazione municipale, diversi gruppi religiosi, cristiani (cattolici e protestanti) ma anche ebraici e mussulmani, hanno promosso un referendum per reintrodurre l'ora di religione obbligatoria.
A sostenere il referendum, oltre ai vari gerarchi in paramenti sacerdotali, si è spesa direttamente il cancelliere Angela Merkel.



Naturalmente, come in ogni luogo fortemente civilizzato, le guerre di religione riscuotono scarsi entusiasmi, così si è recato alle urne appena il 29% degli aventi diritto (il quorum per la validità della consultazione era del 35%) e il no all'ora di religione è prevalso con il 52%.

E pensare che il Papa è tedesco.

domenica 8 febbraio 2009

Mi è apparsa la Madonna. E mi voleva picchiare


O tu santo Manganello
tu patrono saggio e austero,
più che bomba e che coltello
coi nemici sei severo.
O tu santo Manganello
Di nodosa quercia figlio
ver miracolo opri ognor,
se nell'ora del periglio
batti i vivi e gli impostor.
Manganello, Manganello,
che rischiari ogni cervello,
sempre tu sarai sol quello
che il fascista adorerà.


La Madonna del manganello, realizzata dallo scultore leccese Giuseppe Malecore, venne adottata come protettice dal Partito Nazionale Fascista. Dalla fotografia della scultura si stamparono dei santini che avevano sul retro il sonetto - preghiera del giornalista di regime Asvero Gravelli. Attualissima.

venerdì 6 febbraio 2009

Aiuto!

Con la decisione del governo di sbattersene della Magistratura, della Costituzione, del Presidente della Repubblica e dell'umana pietà per accontentare le gerarchie vaticane siamo ufficialmente diventati il primo stato confessionale d'Europa.



Ora che assomigliamo agli afgani durante il regime dei Talebani, speriamo arrivino presto i bombardieri americani. Almeno in tempo prima che facciano ripartire l'Inquisizione.


sabato 17 gennaio 2009

Giù le mani!


Grazie a un ministro minaccioso e fuorilegge, dei vescovi invasati e un presidente di regione ignavo, Eluana Englaro non potrà realizzare le sue volontà e resterà un simulacro utile per appagare il fanatismo di alcuni.
Non c'è rispetto della vita in tutto ciò, non c'è pietà, c'è solo il disprezzo della persona e della sua libertà di scelta.





Visto che ancora non esiste una legge sul testamento biologico, che la destra probabilmente ne farà una pessima e che il mio partito si vergogna perfino di discuterne, utilizzo questo blog per il mio testamento.

Mi rivolgo ai miei parenti e amici: se dovessi trovarmi in uno stato vegetativo permanente staccate la spina, e se dovessero avvicinarsi al mio corpo qualche religioso o qualche politicante clericale ditegli di tenere giù le mani.



venerdì 26 dicembre 2008

Brevi considerazioni intorno al mio onomastico

Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.

Le pietre. Sanremo 1967.



Il filosofo cinico di questo blog ha, nel mondo contemporaneo, un nome; un bel nome. Viene dal greco Στεφανος (Stéphanos) e significa "corona".
Il santo che con questo nome si ricorda il giorno dopo Natale è stato il secondo morto ammazzato della storia del Cristianesimo. Ebreo ellenistico (in pratica uno che all'epoca sapeva leggere e scrivere), venne portato in processo davanti al Sinedrio. Messosi a canzonare la corte, venne condannato per blasfemia, trascinato in piazza e massacrato a sassate.
Erano tempi duri e piuttosto violenti, eppure, anche oggi, nella nostra tecnologica civiltà, la lapidazione viene ancora praticata.



Ogni anno migliaia di pellegrini mussulmani che si recano a La Mecca, eseguono una lapidazione rituale a un simulacro che rappresenta Satana. Alcuni anni fa Satana forse era effettivamente presente, visto che nell'accalcarsi della folla morirono oltre trecento persone. In alcuni paesi islamici come Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen dove il diritto si fonda sulla Sharia (la legge coranica stabilita da alcuni fanatici mullah) la pratica è ampiamente diffusa verso le persone. Adulteri, apostati e omosessuali ricevono questo civile e moderno trattamento. In caso di adulterio la pena è riservata alle donne.



Chissà perchè ogni volta che la legge è amministrata da qualcuno in paramenti sacri i risultati non sono mai dei migliori. Povero Santo Stefano è stato il primo a provare che il detto "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", non avrà grande successo nella storia umana.

venerdì 5 dicembre 2008

La voce del padrone




Non sono serviti occupazioni, scioperi, cortei, lezioni in piazza, a nulla è valsa la solidarietà di maestri, presidi, rettori, professori e bidelli, non ha sortito alcun effetto il sostegno di politici, mamme e intellettuali, niente di niente; l'imperturbabile ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini non si è mossa e i previsti tagli dei finanziamenti all'istruzione sono rimasti.

Tra i tagli era prevista anche una sforbiciata ai fondi delle scuole paritarie (leggi istituti cattolici). Accortasi della riduzione dei fondi, la Conferenza episcopale italiana è partita subito all'attacco: "Le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese" ha affermato monsignor Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'educazione. Poco dopo parte un missile verso il governo, lanciato direttamente dal Papa: "Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli sono un diritto inalienabile".

Terrorizzato dal micidiale attacco, il governo si arrende immediatamente. "C'è un emendamento del relatore che ripristina - dice il sottosegretario all'economia Giuseppe Vegas - il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini". Così, quello che migliaia di studenti e professori non erano riusciti a ottenere in settimane di mobilitazioni, la Chiesa cattolica lo ottiene in meno di un'ora.

Cari manifestanti, la prossima volta indossate qualche abito talare. Avrete ciò che desiderate e potrete dormire comodamente su quattro cuscini.





C'è un bel film di Martin Ritt sul periodo della "caccia alle streghe" negli Stati Uniti degli anni '50, "Il prestanome" (The Front). Il film racconta la storia di un modesto allibratore che presta il suo nome a parecchi autori finiti nella lista nera dei sospetti per attività antiamericane. Divenuto famoso, il prestanome (interpretato da Woody Allen) matura una coscienza politica e finisce anche lui sotto processo.




Si dice che la ministro Gelmini non decida nulla, che sia solo il prestanome del ministro del tesoro Tremonti. Allora, visto che su quei 120 milioni prontamente recuperati l'ultima parola spetterà alla ministro, se anche lei, come il protagonista del film di Ritt, riacquisterà una coscienza, si ricorderà che il nostro non è uno Stato confessionale e che il suo ministero si chiama della "pubblica" istruzione, mi impegno a chiederle scusa e a pubblicarle un post di elogio.

lunedì 1 dicembre 2008

Dalla parte giusta


"Ma il vostro parlare sia si si no no, ciò che è in più vien dal maligno". Vangelo secondo Matteo 5, 37



La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Un' iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e accolta da tutti i Paesi dell'Unione. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino Migliore portavoce della Santa Sede alle Nazioni Unite - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provoca un'ulteriore presa di posizione vaticana: "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali" [e meno male ndr], ha detto il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi, ribadendo che per la Chiesa ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale non può venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo.

Quindi per la Chiesa più che i diritti degli omosessuali conta la tranquillità dei paesi che li discriminano.
E quali sarebbero questi stati? Parecchi e, al solito, vere perle di democrazia. Tra i paesi che condannano le relazioni omosessuali con il carcere o, addirittura, con la pena capitale ci sono: Iran, Cuba, Arabia Saudita, Afghanistan, Myanmar, Egitto, Siria, Libia, Zimbabwe. Tutti paesi dove anche i cristiani non se la passano bene; anzi, non se la passa bene nessuno.

Così, la Santa Sede, dovendo scegliere se criticare Londra e Madrid o irritare Kabul e L'Avana, sceglie la prima soluzione. Dalla parte giusta. Come sempre.



Ma non disperiamo, tra qualche centinaio d'anni il Vaticano cambierà idea, chiederà scusa e pontificherà su altro. E' già successo a Galileo e Darwin.



"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo (...) l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo". Giordano Bruno.

giovedì 27 novembre 2008

Scherza con i fanti ma lascia stare Gramsci

"Ser Cepperello con una falsa confessione inganna uno santo frate, e muorsi; ed essendo stato un pessimo uomo in vita, è morto reputato per santo e chiamato san Ciappelletto". (Decameron, Giovanni Boccaccio).


Antonio Gramsci è uno dei pensatori italiani più studiati all'estero, corsi sulla sua opera si tengono nelle università di mezzo mondo. In Italia, invece, dopo la sbornia ideologica degli anni sessanta e settanta è stato quasi dimenticato. Peccato, pochi intellettuali hanno interpretato come lui la società italiana con tanta profondità. Negli ultimi anni la nostra stampa si è occupata di Gramsci nello stesso modo in cui si occupa delle stelle dei realty televisivi. Così ci siamo beccati: Gramsci scrive lettere all'amante, Gramsci abbandonato dai sovietici, Gramsci lasciato morire da Togliatti e altri "studi storici" di questo livello.

In questi giorni abbiamo raggiunto la vetta: durante una conferenza stampa alla Radio Vaticana, mentre si presentava il primo catalogo di immagini sacre e santini per collezionisti, monsignor Luigi De Magistris , pro-penitenziere emerito della Santa Sede, ha rivelato di essere a conoscenza che il fondatore del PCI si sarebbe convertito in punto di morte. "Questo fatto, nel mondo della falce e martello, preferiscono tacerlo, ma è proprio così", ha proclamato il presule vaticano, oggi ottantaduenne. Gramsci morì nel 1937, dopo una lunga malattia trascorsa in parte in carcere, in parte sotto la vigilanza della polizia fascista nella clinica Quisisana di Roma. Il presule ha spiegato di aver saputo i particolari della conversione da una suora che lavorava nel nosocomio. "Il mio conterraneo, Gramsci - ha detto De Magistris - aveva nella sua stanza l'immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù. Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato portavano ai malati l'immagine di Gesù Bambino da baciare. Non la portarono a Gramsci. Lui disse: 'Perché non me l'avete portato?' Gli portarono allora l'immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò. Gramsci è morto con i Sacramenti, è tornato alla fede della sua infanzia. La misericordia di Dio santamente ci perseguita. Il Signore non si rassegna a perderci", ha commentato l'esponente vaticano. Del tutto inutile chiedere al vescovo qualche prova più concreta, lui è un uomo di fede non deve esibire prove. Perplessi gli studiosi interpellati; Giuseppe Vacca, ex parlamentare del PCI e presidente della fondazione Gramsci ha osservato che dai numerosi documenti editi e inediti delle ultime ore del leader comunista tale riavvicinamento alla fede "non risulta". "La conversione di Antonio Gramsci al cattolicesimo? Una vecchia storia, ma mai provata da documenti ufficiali, che anzi la smentiscono", ha aggiunto Giorgio Baratta, presidente della International Gramsci society Italia. Il commento più brillante arriva dallo storico e filologo Luciano Canfora: "Temo fortemente che non sia assolutamente vero che Gramsci si sia convertito in extremis. Posso assicurare comunque che Pericle non si è convertito al confucianesimo".



La vicenda mi ha ricordato una delle storie del Decameron. Quella di Ser Cepparello, che Boccaccio pone come novella iniziale della prima giornata di racconti. Cepparello è un mascalzone patentato, descritto come "tanto malvagio uom" che si occupa di recuperare i crediti di un facoltoso mercante. In punto di morte si pente e, raccontando un sacco di fandonie, viene assolto da un frate. Creduto dal popolo un uomo pio e devoto sarà addirittura proclamato santo: San Ciappelletto.




Cosi, come un nuovo Cepparello, secondo il presule De Magistris, Gramsci, in punto di morte, abbracciò la fede. Mi aspetto testimonianze sui suoi miracoli, la beatificazione e infine una bella fiction.

Che le gerarchie ecclesiastiche si occupino di Gramsci da morto, piuttosto che da vivo e quand'era nelle grinfie dei fascisti, non è una novità, avevano fatto lo stesso con Croce, Gobetti, Rosselli, Amendola, Salvemini e perfino Don Sturzo.