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martedì 20 gennaio 2009

That's all Folks!

Mentre il nuovo presidente sta giurando... Un ultimo ricordo di chi lo ha preceduto. Penso che ci mancheranno. Non avremo più l'occasione di avere un gruppo di governanti ai quali attribuire le colpe di ogni disgrazia. Ma finalmente è finita.



Così salutavano al termine di ogni puntata i Looney Tunes, i personaggi della serie di cartoni animati della Warner Bros. Wilie Coyote, Bugs Bunny, Duffy Duck e altri, più divertenti dei zuccherosi cartoni della Disney, sono stati la seconda serie animata che è durata più a lungo degli Stati Uniti.
Questi qui sotto sono durati solo otto anni, ma non hanno niente da invidiare ai cartoni animati. Allora per fare loro un omaggio e per ringraziarli di averci dato motivo di incolparli di ogni male, ecco un piccolo ritratto di commiato della George W. Bush band.



Cominciamo con John Ashcroft: è stato il ministro della giustizia del primo mandato presidenziale. Un vero fanatico religioso che iniziava ogni riunione del suo staff con una preghiera. Inventore del famigerato Patriot Act, di lui si ricorderà la memorabile impresa compiuta alle elezioni per il Senato del 2000. Il suo opponente, il democratico Mel Carnhan morì pochi giorni prima del voto, ma il suo nome non venne tolto dalle schede elettorali. Il giorno del voto gli elettori scelsero il democratico e Ashcroft fu il primo caso di un candidato sconfitto da un morto.



Del Segretario di Stato Condoleeza Rice mi sono sempre chiesto da dove arrivasse quel nome. Ebbene, pare che il padre appassionato della lingua italiana avesse voluto chiamarla "con dolcezza" ma la sua palese imperizia della nostra lingua ha prodotto questo stravagante risultato. Non resterà negli annali della storia della diplomazia ma sarà per sempre nei cuori degli appassionati di sadomasochismo.



Pochi giorni prima del crack finanziario che ha coinvolto le maggiori banche d'investimento americane, il Segretario al Tesoro Henry Paulson dichiarò che il sistema finanziario americano era solido e non c'era da preoccuparsi. Convinto assertore del liberismo si è trovato a gestire il più oneroso e consistente intervento pubblico della storia economica degli Stati Uniti. Lungimirante e coerente.




Karl Rove è stato il "genio del male" dell'amministrazione Bush. Amico di George W. dai tempi del governatorato in Texas ha gestito tutte le campagne elettorali del presidente. Nel 2000 riuscì a convincere gli americani che era meglio eleggere un simpaticone come Bush alla Casa Bianca piuttosto che il noioso e saccente Al Gore. Nel 2004 ha sfruttato la paura del terrorismo e ha trascinato alle urne i fondamentalisti cristiani. Maestro nei colpi bassi e nei giochi sporchi delle compagne elettorali sarei felicissimo di vedere la stessa grinta e determinazione negli strateghi elettorali della sinistra italiana.



Il Vicepresidente Dick Cheney è la risposta alla domanda: "Come abbia fatto un idiota a governare gli Stati Uniti". Infatti ha governato lui. Amico dei petrolieri, delle lobby delle armi (così tanto da aver ferito un amico durante una battuta di caccia) e nemico di ogni forma di protezione dell'ambiente è stato il vero presidente negli ultimi otto anni.

Ho ricordato questi cinque, ma avrei potuto ricordarne altri. Da Alberto Gonzales il ministro che giustificava le torture a Guantanamo a Donald Rumsfeld il Segretario alla Difesa che ha impersonificato il ruolo di "Dottor Stranamore" dell'amministrazione, da Paul Wolfowitz, consigliere per la sicurezza poi presidente della Banca mondiale travolto da uno scandaletto sessuale, fino a Colin Powell, il Segretario di Stato costretto a recitare la commedia delle "armi di distruzione di massa", poi pentitosi e diventato sostenitore di Barack Obama.
Comunque è finita. Ma non dimentichiamoci che questo uomo che oggi se ne va tra i fischi di tutti è stato capace di stare tra la gente, ascoltare la gente e, soprattutto, parlare come la gente.



Bye, bye e a mai più rivederci.

giovedì 15 gennaio 2009

I Tedeschi e i Palestinesi


Questo signore si chiamava Neville Chamberlain ed era il primo ministro della Gran Bretagna. Il foglio che sventola orgogliosamente era il testo dell'accordo sottoscritto con Adolf Hitler. Con quell'accordo alla Germania veniva riconosciuta l'annessione dell'Austria e di buona parte della Cecoslovacchia, nella speranza di placare le mire espansioniste dei nazisti e di rabbonirli. Com'è finita lo sappiamo.


Le organizzazioni politiche e militari che oggi somigliano di più ai nazisti sono i movimenti dell'integralismo islamico. Stesso fanatismo, stesso razzismo, stesso culto della violenza e idolatria della morte, stesso odio per la democrazia, per le libertà e per il progresso, stesso, naturalmente, antisemitismo.



Se settanta anni fa le democrazie europee invece di farsi firmare un foglio da Hitler avessero usato prima i cannoni, ci saremmo risparmiati milioni di morti e avremmo salvato i tedeschi dalla loro più grande tragedia.
Con i nazisti e con Hamas non c'è niente da negoziare, perché i fanatici non vogliono negoziare, al massimo prendono tempo. Se vogliamo bene al popolo palestinese siamo obbligati a liberarlo da Hamas e non possiamo delegare questo compito solo ai carri armati e solo agli israeliani.

Vi prego, non ditemi che Hamas ha vinto le elezioni, anche Hitler le aveva vinte e un tiranno eletto dal popolo non è un tiranno migliore.



Il palestinese nella foto che stringe la mano al primo ministro israeliano Rabin si chiamava Arafat ed era un nemico di Hamas.

martedì 13 gennaio 2009

Caro comunista ti scrivo

"Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un bene inalienabile, terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio. Chi, dopo tutto, potrebbe arrogarsi il diritto di agire per conto di tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio? Questa è la regola nella legge islamica, e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani la hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio". Articolo 11 dello statuto di Hamas.

"[...]Il Profeta – le benedizioni e la salvezza di Allah siano su di Lui – dichiarò: 'L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei'". Articolo 7 dello statuto di Hamas.




"Il popolo palestinese ha il diritto di non vedersi annientato dal militarismo, questo sì terroristico, del governo israeliano. L’uso della resistenza armata, razzi o non razzi, è una prerogativa che ogni popolo può esercitare, quando è oppresso, invaso, aggredito da un esercito nemico. Ma per quale motivo i palestinesi dovrebbero essere accondiscendenti con Israele? Lo sono stati i partigiani in Italia e nel resto dell’Europa nei confronti dell’oppressore e occupatore nazifascista?L’equidistanza dal mio punto di vista non è un’opzione possibile: richiamarsi, infatti, all’emergenza umanitaria in atto a Gaza, senza richiedere con altrettanta fermezza l’immediato ritiro delle forze armate israeliane dalla Striscia e da tutti i territori illegalmente occupati, equivale a dichiarare la fine dell’autonomia della comunità palestinese, quindi la fine del diritto internazionale [...]".

Alessandro Perrone, consigliere provinciale dei Comunisti italiani da Il Messaggero Veneto di sabato 10 gennaio 2009.

Caro Alessandro,

Ti conosco da anni, sei una persona intelligente e perbene (cosa di non poco conto in questi tempi). Conosci la politica e hai letto qualche libro in più della media degli italiani, inoltre sei un mio assiduo lettore.
Non so se hai mai visto un famoso film di fantascienza degli anni '50, L'invasione degli ultracorpi, dove si raccontava la conquista dal pianeta terra da parte degli extraterrestri. Gli alieni nascevano da un baccello gigante e assumevano le sembianze degli umani che poi uccidevano. Essi erano perfettamente identici alle vittime ma privi di emozioni e individualità. Ecco, caro Sandro, mi sembra che la persona che conoscevo, con le sue qualità, sia stata sostituita da un automa nato da un baccello a forma di Diliberto.




Ma come si fa, ti chiedo, a paragonare Hamas ai partigiani? Quelli combattevano il nazismo, questi sono degli integralisti religiosi che lanciano razzi sui civili e mandano qualche povero invasato a farsi saltare il aria.
E poi occupazione militare di cosa? Come ben sai, Israele ha lasciato la Striscia di Gaza sotto il pieno controllo palestinese, usando perfino l'esercito per allontanare i coloni recalcitranti che non la volevano abbandonare. Poi, Hamas ha fatto fuori (non solo metaforicamente) la parte laica dei palestinesi e ha cominciato a costruire a Gaza un grottesco califfato da dove lanciare in continuazione missili sulle città israeliane.




Certo che bisogna aiutare i palestinesi, certo che hanno diritto a uno Stato, come viene loro riconosciuto dagli stessi israeliani con gli accordi di Oslo, ma, soprattutto, bisogna salvarli da fanatici, ignoranti e mortiferi tiranni come i capi di Hamas.
Israele ha tante colpe ma un pregio: è l'unica, sottolineo l'unica, democrazia in tutto il Medio Oriente, e non sta nella supremazia militare, economica o nell'alleanza con gli Stati Uniti il vantaggio di Israele sui palestinesi, sta nell'essere una società democratica e, con molte fatiche, laica. Questo lo sanno anche i più intelligenti tra i dirigenti palestinesi.
Non è assecondando Hamas e mettendosi in marcia avvolti nei loro drappi funerei che si aiuta il popolo palestinese, ti assicuro. Del resto ad Hamas del popolo palestinese interessa ben poco, per loro non sono che carne da macello per saziare il fanatismo, un prezzo da pagare sulla strada del martirio. Hamas, in fondo, serve solo alla parte più retriva della politica israeliana e a qualche razzista di casa nostra.

Mi pare che qualcuno a sinistra creda che esista ancora la guerra fredda, gli arabi buoni con l'Unione Sovietica e gli israeliani cattivi con accanto gli Stati Uniti (almeno quella volta l'armata rossa in Afghanistan combatteva contro gli integralisti islamici). Svegliatevi! Quel mondo è finito! O almeno svegliati tu, Sandro. So che puoi farcela.
Con immutata amicizia, anche se: "amicus Plato, sed magis amica veritas".


venerdì 26 dicembre 2008

Brevi considerazioni intorno al mio onomastico

Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.

Le pietre. Sanremo 1967.



Il filosofo cinico di questo blog ha, nel mondo contemporaneo, un nome; un bel nome. Viene dal greco Στεφανος (Stéphanos) e significa "corona".
Il santo che con questo nome si ricorda il giorno dopo Natale è stato il secondo morto ammazzato della storia del Cristianesimo. Ebreo ellenistico (in pratica uno che all'epoca sapeva leggere e scrivere), venne portato in processo davanti al Sinedrio. Messosi a canzonare la corte, venne condannato per blasfemia, trascinato in piazza e massacrato a sassate.
Erano tempi duri e piuttosto violenti, eppure, anche oggi, nella nostra tecnologica civiltà, la lapidazione viene ancora praticata.



Ogni anno migliaia di pellegrini mussulmani che si recano a La Mecca, eseguono una lapidazione rituale a un simulacro che rappresenta Satana. Alcuni anni fa Satana forse era effettivamente presente, visto che nell'accalcarsi della folla morirono oltre trecento persone. In alcuni paesi islamici come Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen dove il diritto si fonda sulla Sharia (la legge coranica stabilita da alcuni fanatici mullah) la pratica è ampiamente diffusa verso le persone. Adulteri, apostati e omosessuali ricevono questo civile e moderno trattamento. In caso di adulterio la pena è riservata alle donne.



Chissà perchè ogni volta che la legge è amministrata da qualcuno in paramenti sacri i risultati non sono mai dei migliori. Povero Santo Stefano è stato il primo a provare che il detto "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", non avrà grande successo nella storia umana.

giovedì 18 dicembre 2008

Spagna - Italia


"Riconosciamo oggi in Spagna il diritto a contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso. Non siamo stati i primi, ma sono sicuro che verranno dopo molti altri Paesi spinti da due forze inarrestabili: la libertà e l'uguaglianza. Si tratta di un piccolo cambiamento nel testo della legge che comporta un im­menso cambiamento nelle vite di mi­gliaia di concittadini. Non stiamo legiferando per gente remota e sconosciuta; stiamo allargando la possibilità di essere felici per i nostri vicini, i nostri compagni di lavoro, i nostri amici e i nostri famigliari e allo stesso tempo stiamo costruendo un paese più one­sto, perché una società onesta è una società che non umilia i suoi membri. I nostri figli ci guarderebbero con incre­dulità se gli raccontassimo che non molto tempo fa le loro madri avevano meno diritti dei loro padri, che le per­sone dovevano continuare a restare unite nel matrimonio, aldilà della pro­pria volontà, quando non erano più ca­paci di convivere insieme. Oggi pos­siamo offrire una bella lezione: ogni diritto conquistato, ogni libertà rag­giunta, è stato il frutto dello sforzo e del sacrificio di molte persone che dobbiamo oggi riconoscere e di cui dobbiamo essere orgogliosi" José Luis Rodríguez Zapatero primo ministro spagnolo.


"In Spagna sta avanzando l'indottrinamento laico, la statolatria, cioè l'ingerenza dello Stato nella vita personale di ognuno". La sobria e moderata affermazione, è contenuta in un'intervista rilasciata da monsignor Angelo Amato, l'attuale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, già ex segretario della Dottrina della Fede, e amico personale di Papa Ratzinger.



Cavolo! Per un mezzo liberale come me (l'altra mia metà è socialista) è un'accusa grave. Urge documentarsi. Allora ho provato a fare un piccolo confronto tra il nostro paese e la "statolatrica" Spagna di Zapatero.

Cominciamo. Matrimonio e convivenze: in Spagna sono ammessi i matrimoni omosessuali e una coppia più registrarsi al comune nell'apposito registro delle unioni civili. In Italia solo matrimonio "secondo natura" e nessuna tutela per le convivenze. Divorzio: in Spagna una procedura che può durare al massimo sei mesi. In Italia dopo tre anni di separazione si può chiedere il divorzio. Procreazione assistita: In Spagna sono previste tutte le tecniche migliori per la salute della donna. In Italia ci sono tante e tali limitazioni che molte coppie preferiscono andare all'estero (chi può permetterselo naturalmente). Malattie terminali: In Spagna esiste il testamento biologico, un cittadino può così dichiarare quali cure vuole o non vuole che gli siano somministrate in caso di malattia irreversibile. In Italia non c'è niente, o peggio, il malato finisce in balia di medici, politici, giudici e vescovi. Per quanto riguarda il finanziamento alla Chiesa Cattolica, in Spagna c'è il sette per mille sulle dichiarazioni dei redditi ma, allo stesso tempo, la Chiesa non può accedere ad altri finanziamenti e paga tasse e imposte come tutti.

Ovviamente, in Spagna, chi vuole vivere secondo i dettami di Santa Romana Chiesa è liberissimo di farlo e lo Stato non interferisce.
Da questo brevissimo confronto ne viene fuori che in fatto di libertà individuali e di laicità dello Stato tra noi e gli iberici non c'è partita.
Agli ultimi europei di calcio ci hanno battuto ai rigori, in un confronto sullo stato di diritto non arriviamo nemmeno ai supplementari.