Visualizzazione post con etichetta democratici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta democratici. Mostra tutti i post

mercoledì 15 luglio 2009

Microstalinismo


Nei suoi ultimi anni di vita Stalin era psicopatico, PSI-CO-PA-TI-CO, te lo dico io. Un pazzo sul trono. Riesci ad immaginarlo? [...] E pensi fosse facile? I nostri nervi erano tesi allo spasimo, e dovevamo bere vodka tutto il tempo. E dovevamo essere sempre sul chi vive. (Nikita Kruscev).

Pare che di questi tempi per fare carriera in politica sia indispensabile stare sul web. Così parlamentari, consiglieri e assessori si sono lanciati in variopinti blog e sono presentissimi sui social network. Di tanto in tanta dò una guardata a questi manifesti telematici e, salvo rare eccezioni, mancano dell'essenza della politica: la discussione.
Il politico di turno, infatti, espone le sue verità, riceve consensi e insulti e, senza che qualcuno tiri delle conclusioni, si passa a un nuovo argomento.
Ma io sono arcaico, si sa, e non capisco la grandezza libertaria di stare tra il popolo del web.
Uno dei più strepitosi politici bloggatori è il Presidente della Provincia di Gorizia, tenutario di un blog chiamato: "Camera con vista blog - pensieri d'amore per il partito democratico". Alcuni giorni fa ha postato un inno degno di Kim il Sung al nuovo astro nascente della politica italiana Debora Serracchiani. Il post ha il sobrio titolo "Con Debora, io ci credo".
Consapevole che nel web c'è libertà di espressione (e in quello del Presidente perfino amore), ho scritto un post con cui contestavo, urbanamente, le tesi del Presidente. Mi aspettavo, dialogo, discussione, invece; sorpresa! Il mio post non viene pubblicato! Sono incappato in un piccolo gesto di stalinismo mediatico.
Allora, visto che sono liberale, pubblicherò il post del Presidente e la mia risposta. Se poi volete commentare fatelo da me, dalle parti del palazzo della Provincia si censura e si fa un po' di culto della personalità.
Il Presidente: Dal Congresso del PD vorrei uscisse un partito popolare, entusiasta e aperto.
Entusiasta, perché la politica è passione, speranza, cambiamento.
Aperto, perché un partito chiuso è semplicemente un suicidio.
Oggi in Regione dobbiamo costruire una nuovo percorso che ci porti a vincere le elezioni regionali del 2013. Un percorso che serva a fare un partito più forte e più unito. Francamente non vedo altre figure che Debora Serracchiani come segretaria regionale. Abbiamo bisogno come l’acqua del suo entusiasmo e della sua determinazione. Ne ha bisogno questa Regione che ha riscoperto una nuova centralità in Europa.
Il fatto che sia anche eurodeputato non è un limite, ma un vantaggio per tutta la comunità regionale.
Dietro il voto a Debora alle europee c’è voglia di sostanza, entusiasmo, idee chiare. C’è tanta voglia di una politica rinnovata. C’è tanta voglia di un PD che sia una cosa nuova e non la somma di vecchie appartenenze. DS e Margherita non esistono più, per fortuna. Li abbiamo chiusi perché non idonei al presente e al futuro. Li abbiamo chiusi in maniera consapevole. Poi una mattina, ognuno di noi, come individuo e non come ex appartenente, è andato al gazebo a votare per il segretario nazionale, ha detto “io ci credo”.
Spero veramente che Debora si candidi alla segreteria regionale e la invito a farlo, ne abbiamo veramente bisogno, tutti.
Diogene: E per fortuna che avevamo detto agli elettori che i nostri eletti avrebbero fatto solo il parlamentare europeo. Credi veramente che uno possa stare tra Bruxelles e Strasburgo per cinque giorni e nel fine settimana fare il segretario regionale? E con quali programmi? Quali idee? Pensi veramente che si possa fare un congresso dicendo: da una parte tutti i nuovi e buoni e dall’altra tutti i cattivi e l’apparato? Tu da che parte credi di essere messo dopo tanti anni di politica? Probabilmente buttarsi sulla novità del momento potrà farti guadagnare qualche anno in più, ma per favore, risparmiaci troppa retorica. Faccio politica da un po’ di anni (meno dei tuoi), ho fatto cose buone e altre meno, ho dato e ho avuto in cambio, ma almeno non mi vergogno del mio passato e ti assicuro che sono orgoglioso di aver trascorso tanto tempo nelle sedi di partito.
Sono pronto ad affrontare questa campagna congressuale discutendo sui problemi del paese, sui programmi, sulla cultura che dovremmo avere e su che tipo di partito. Credo che il contributo di tutti serva a farci più forti, se solo provassimo a parlare di cose concrete e non ad accodarci alla moda del momento.
“Tu credi”; preferisco dire “Io penso” e sarebbe il caso che cercassimo di pensare e ragionare avendo rispetto di chi ha opinioni diverse. Sarebbe un passo avanti per tutti. Per me, per te, per Debora e, soprattutto, per il nostro partito.


lunedì 13 luglio 2009

L'ultimo candidato

Dopo che Franceschini si è candidato dicendo di "non volere lasciare il partito in mano a quelli di prima", dimenticandosi di essere stato il vice "di quelli di prima". Dopo che Ignazio Marino ha fatto intendere che nel partito si nascondono ladri, assassini e stupratori. Dopo che Mario Adinolfi (chi è?) crede di poter fare il segretario. Dopo che Beppe Grillo si è candidato per guidare il partito "del nulla". Un'ultima e decisiva candidatura: Tiramolla.


E' probabile che la candidatura di Pierluigi Bersani sia esclusa per eccesso di serietà.

domenica 5 luglio 2009

Enigmistica

Dopo il sondaggio, il blog del Cinico continua a imitare le pubblicazioni più lette. Così approda sulle pagine di Cynical Days l'enigmistica, rubrica immancabile sulla stampa nazionale nel periodo estivo.
Quest'oggi un pezzo a metà strada tra lo "Strano ma vero" e il "Forse non tutti sanno che".
Nel discorso che la rese famosa, lanciandola nell'empireo politico e mediatico, Debora Serracchiani disse (giustamente) che era stato un errore sostituire il capogruppo in Commissione Salute al Senato Ignazio Marino, con la senatrice cattolica Dorina Bianchi.
La Bianchi, infatti, non ha un curriculum esattamente laico: già parlamentare dell'UDC, fu relatrice di maggioranza nella stesura della legge 40 sulla procreazione assistita, passata al PD, si è distinta per sostenere le posizioni più integraliste.


Molto distanti, parrebbero, la trendyssima senatrice teodem e la laicissima mini icona friulana. Eppure, entrambe sosterranno nella corsa alla segreteria del partito Dario Franceschini.
Come mai? Chi delle due ha cambiato idea? Un bel enigma.



Si dice che la parlamentare europea voglia concorrere per la carica di segretario regionale. Mi chiedo: come potrà fare il segretario regionale una che dovrebbe stare a Bruxelles e Strasburgo? E poi, non avevamo promesso che i nostri eletti avrebbero fatto i parlamentari europei e basta? Un altro enigma.

sabato 4 luglio 2009

Burzum e Max


Il tipo sulfureo nella foto è Varg Qisling Larssøn Vikernes, in arte Burzum. Il ragazzo è uno dei massimi esponenti del black metal: una sorta di miscuglio tra rumori d'officina, urla strazianti, rantoli e gemiti inneggianti a Satana, Odino e il nazismo. Vikernes, oltre all'attività di "compositore", negli anni della giovinezza si è dedicato alla profanazione di cimiteri e a dare fuoco a diverse chiese di legno in Norvegia. Uomo d'azione, il rockettaro nordico, dopo aver regalato a un cantante del suo giro un set di pallottole con le quali si è suicidato, ha massacrato a coltellate un altro metallaro, beccandosi oltre venti anni di galera (un vero record nella tranquilla Norvegia).
Un tipo cattivo, insomma. Tanto cattivo come quello nella foto sotto: Massimo D'Alema.
Si, perché se vi mettete a leggere quello che scrive il "popolo del web" (un tempo "popolo dei fax"), troverete il povero Massimo venire accusato di tutte le nefandezze del mondo: Bicamerale, difesa degli apparati di partito, garantismo e, soprattutto, l'accusa più terribile: fare i dispetti al buono, il più buono di tutti: Walter Veltroni.



Una che ha capito tutto è la parlamentare europea nella foto: Debora Serracchiani. Con piglio da scena madre de "Il Signore degli anelli", la nuova mini icona del popolo del web ha dichiarato: "Di qua c'è il PD, di là D'Alema. Io sto col PD". Bene e male ben divisi. Da una parte i buoni, Veltroni e il PD, dall'altra i cattivi.




Il malvagio Max ha detto: ''Se si da' la colpa agli apparati cattivi non c'e' discussione politica, ma si ricerca solo una via per eliminare i cattivi. Lungo questa strada si finisce male", mentre la neodeputata ha dichiarato che le sconfitte sono tutta colpa degli apparati, che Franceschini è bravo perché è simpatico e avvocato e, infine, che lei "non viene da tutta una vita in sezione" .
Ora, siccome mi sembrano più intelligenti e utili le considerazioni di Max, non essendo avvocato e avendo passato una vita in sezione, temo che se al congresso vincono i buoni mi toccherà scappare. Magari sulle note di un brano di black metal.

martedì 23 giugno 2009

Dichiarazioni


Dichiarazione del segretario del PD, Dario Franceschini (quello vicino a Veltroni), dopo le elezioni europee: "La destra non ha più la maggioranza". Nel frattempo, il suo partito perdeva in un anno il 7% e quattro milioni e mezzo di voti.
Dichiarazione di Franceschini dopo il turno di ballottaggio alle elezioni amministrative: "E' cominciato il declino della destra". Intanto il PD perdeva ventitré province e nove comuni capoluogo.
Dichiarazione mia, dopo aver sentito Franceschini: "Come segretario del PD voterò Pierluigi Bersani".


mercoledì 29 aprile 2009

Treni

Sono già scappato altre volte da Yuma.
Ragazzi, sul binario tre parte il locale per Empoli!


Ci sono tanti treni e tante stazioni nella storia del cinema. Una delle più intense attese di un treno sta in un western del 1957 diretto da Delmer Daves, 3:10 to Yuma (conosciuto in Italia come Un treno per Yuma). Una grande storia.



Più piccola, invece, appare la scelta di riesumare il treno in campagna elettorale da parte del partito democratico. Già nel 2001, Rutelli aveva usato i binari per la non fortunatissima campagna elettorale, così, dopo la parentesi del pullman veltroniano del 2008, si torna in carrozza per le europee.
Dai rendiconti giornalistici, l'atmosfera intorno al treno pd non mi pare delle più avvincenti. Una fermata veloce in stazione, qualche battuta su Berlusconi, un bicchiere al bar, strette di mani, saluti e via verso una nuova stazione. Non mi pare un granché; soprattutto perché immagino che mentre il pendolare Franceschini viene scarrozzato da Pizzighettone a San Giovanni Lupatoto, il Berlusca viaggi con jet supersonici da Roma a Milano e in perfetta sintonia col paese.

Forse sono il solito snob, eppure il treno pd non mi ricorda quello per Yuma, ma un altro treno, sempre di uno straordinario film: Amici miei.




I dirigenti del partito sono quelli affacciati ai finestrini.

sabato 25 aprile 2009

Dinosauri e bambini


Ludovico Sonego è un dinosauro. Già assessore e consigliere regionale è uno di quei comunisti, ora ex, preparati, studiosi, un po' stalinista e molto concreto. Aveva pensato di candidarsi alle elezioni europee ma, travolto dalla nuova regina del web e dall'impossibilità di pescare voti oltre il Tagliamento, ha rinunciato.


Avendo i giornalisti chiesto un commento a Veltroni sulla rinuncia di Sonego alla candidatura, il sempre giovane e moderno ex segretario del partito democratico ha dichiarato di non conoscere Ludovico Sonego, ma solo Rodolfo Sonego: uno sceneggiatore di qualche anno fa.

Che classe, che cultura, che modernità il Walter. Lui non è un vecchio e vetusto dinosauro ma un attualissimo animaletto.
Ma i dinosauri, si sa, non demordono e il Sonego (l'ex assessore) prende la penna e scrive un articoletto pubblicato sul Messaggero Veneto.

«Per me Sonego è Rodolfo, lo sceneggiatore». Traduco in chiaro il significato delle dichiarazioni virgolettate che l’onorevole Veltroni ha reso ai giornalisti i quali, a margine di una manifestazione elettorale del Partito democratico, chiedevano il suo commento sulla mia decisione di rinunciare alla candidatura alle europee: Sonego, quello che la direzione regionale del Pd aveva indicato come candidato alle europee assieme a Debora Serracchiani, è un nulla. Una manifestazione di dileggio della persona e del candidato del Pd. Debbo dire che in effetti le dichiarazioni di Veltroni, uomo di cinema, hanno un fondamento, perché Rodolfo è stato un pilastro della produzione cinematografica italiana e, da sceneggiatore di molti film di Alberto Sordi, ha lasciato un segno profondo nella nostra cultura. Ho il rammarico di non averlo mai incontrato, benché un comune amico avesse più volte organizzato l’incontro, poi la visita non fu più possibile perché Rodolfo mancò. Colgo l’occasione per ricordare anche che lasciò Vittorio Veneto per Roma subito dopo la guerra, che trascorse da partigiano in Cansiglio, e che tornò da vecchio nel Vittoriese, nella sua casa di San Giacomo di Veglia. Lì era frequente trovare la Wertmuller, Age, Scarpelli e altri ancora. Ma torniamo al nostro problema politico. Do per scontato che Veltroni conosce più Rodolfo che Lodovico perché il primo è più famoso del secondo; tutti sanno inoltre che non ho mai fatto nulla per avere rapporti con Veltroni perché non ho mai condiviso la sua concezione della politica. Fatta la tara di questi due elementi, rimane comunque l’interrogativo del perché dileggiare la persona e il candidato scelto dal Pd del Friuli Venezia Giulia. Non è bello e non vedo il costrutto. Veltroni è venuto a Udine e ha parlato di grandi questioni planetarie, ma mi colpisce che abbia evitato temi francamente ineludibili come per esempio il caso Englaro, che proprio a Udine ha vissuto un momento cruciale. Nemmeno una parola sul coraggio e sull’intelligenza dimostrati da Furio Honsell e Ines Domenicali, proprio continuità totale con l’ignavia manifestata quando era segretario generale del Pd e che tanto risentimento ha suscitato tra gli elettori democratici. Tra loro anche Debora Serracchiani, che poi fece il famoso intervento all’assemblea dei segretari di circolo. La cosa che mi preme dire è che Veltroni continua a proporci un approccio planetario, per carità anche ricco di suggestioni, ma poi non è capace di mettere nulla di commestibile in tavola per mezzogiorno. Il capofamiglia alla fine deve fare anche quella cosa lì, perché se il tutto si riduce a un approccio onirico, per quanto il sogno sia accattivante, alla fine si muore di fame. E a proposito di fame mi limiterò a rammentare l’imbarazzante gestione della presidenza della commissione di vigilanza sulla Rai e la sparizione di un terzo degli elettori del Pd in un anno di gestione Veltroni. È evidente a tutti che mentre parte la campagna elettorale delle europee sta decollando anche il dibattito del congresso nazionale del Pd che si svolgerà in autunno per la scelta del nuovo segretario. Uno dei temi del congresso sarà quello del rinnovamento e vorrei che tutti facessimo uno sforzo per far sì che il rinnovamento della politica dei democratici fosse rinvenibile nei contenuti e non nelle apparenze, vorrei che ciascuno di noi fosse chiamato a misurarsi con coerenza proprio sul tema dei contenuti. Fare il Pd non è semplice. Cerchiamo di evitare la banale caricatura dello scontro fra vecchie oligarchie di partito. Le nostre difficoltà sono di due tipi: individuare i contenuti del riformismo del XXI secolo e in tale contesto fare la sintesi tra due riformismi gloriosi, ma datati. Quello dei Ds e quello della Margherita. Veltroni ha fallito perché non è stato all’altezza di questo compito e anche a Udine ha dimostrato di essere inadeguato; ora bisogna che lavoriamo tutti per cercare di farcela, insieme. Se la sfida è quella che ho appena descritto, quella dei contenuti, è del tutto evidente che non sarà di per sé l’impeto giovanilistico a salvarci. Fosse così semplice metteremmo in pista i bambini delle elementari, sul terreno del giovanilismo è sempre possibile fare più uno. Propongo invece un approccio più colto. Dovremo metterci di buzzo buono tutti e con la partecipazione di tutti al dibattito democratico, vecchi e nuovi di ogni provenienza, cercare di individuare i contenuti di una politica credibile e utile al paese. Sarà duro e faticoso. Tutto il resto sono solo scorciatoie pericolose e dannose.

E bravo Sonego, concordo; specie per quanto riguarda i bambini: alcuni non crescono mai.



Da bambino mi piacevano i dinosauri.

giovedì 23 aprile 2009

Scusate il ritardo

Travolto dal surreale svolgersi degli eventi e dalla mia innata pigrizia, torno con un certo ritardo.

Una piccola storiella: una tale dice in pubblico quello che tutti pensano. Dice che il dimissonario segretario di un partito ha fatto schifo, che quello nuovo è così così e che bisogna cambiare il gruppo dirigente.

La tale diviene a furor di popolo, stampa e web un idolo, un'icona (mini icona).

Il gruppo dirigente prima è perplesso, poi, con il segretario così così in testa, la candidano alle prossime elezioni. Infine, il gruppo dirigente (quello da cambiare) esulta e, tutti in coro, grida: "Votatela! Votatela! Votatela!"

Dulcis in fundo, il segretario dimissionario, viene a una manifestazione e invita tutti a votarla. Si, votarla, proprio lei quella che aveva detto che lui faceva schifo.

Tutto logico, moderno, mediatico.

A commentare la vicenda un quadro di Hieronymus Bosch, La nave dei folli.


lunedì 23 febbraio 2009

Sanremo, Los Angeles, Ronchi dei Legionari e le mie scuse al reggente


Homo sum et nihil humanum a me alienum puto (Terenzio).

Sabato sera ero a una cena tra amici. Gente colta, intelligente e di sinistra. Grandi ragionamenti, snobismo e ironia a pacchi. Molte discussioni vertevano sullo stato del nostro paese e, trovandomi tra progressisti, ognuno aveva un'idea diversa. Eppure, per capire questo paese, o almeno la maggioranza dei suoi abitanti, bastava che accendessimo la televisione. Si sa, alcuni di noi nemmeno la guardano la televisione e perfino preferiamo leggere un libro, però se avessimo visto il Festival di Sanremo avremmo avuto molte più informazioni sull'Italia di quelle che quotidianamente ricaviamo da un fondo di Eugenio Scalfari o da un'analisi di Ilvo Diamanti. Infatti, vorrà pure dire qualcosa il fatto che per cinque giorni di fila dai dieci ai quindici milioni di italiani sono rimasti incollati per ore e ore davanti alla televisione a vedere uno spettacolo noioso, con cantanti grotteschi e canzoni brutte, presentatori ignoranti e ospiti pronti a tutto per una marchetta. Mi chiedo, quei quindici milioni di italiani non avevano altro da fare? Un libro, un film, una cena, una passeggiata, fare del sesso, saranno stati valutati come possibili alternative? Mah.




Per non fare lo spocchioso e il distante dalla gente, ho ascoltato le canzoni arrivate sul podio. Da rabbrividire. Al terzo posto è arrivato un tale con un nome da mafioso italoamericano che ha cantato un brano, modello "mielosità partenopea", che probabilmente eseguirà con successo al matrimonio di qualche camorrista di Secondigliano. Pensare che uno così gira a piede libero mentre Roberto Saviano vive sotto scorta. Al secondo posto è arrivato un tale che ha proposto una canzone brutta, sporca e cattiva. Un brano che sostiene l'idea che i divorziati rovinano i figli, se sei traumatizzato diventi gay (sono sicuro che lui avrebbe voluto dire recchione), che gli omosessuali sono tutti dei pervertiti mezzi pedofili e che ci si può salvare solo nell'ambito della famiglia tradizionale. Infine, a vinto un ragazzino, uscito da una patetica trasmissione di Mediaset, che a scuola aveva sicuramente l'insegnante di sostegno. Bravi, sono la degna colonna sonora di questo paese.



Intanto a Los Angeles, California, Stati Uniti, tanti kilometri e tanti anni lontana da Sanremo Sean Penn vinceva l'Oscar come miglior attore per l'interpretazione di Harvey Milk, il primo omosessuale dichiarato a venire eletto a una carica pubblica. E pensare che i signori dell'Academy Award non sono degli intellettuali di sinistra, è gente che lavora per l'industria di Hollywood, eppure noi abbiamo Povia, loro Sean Penn.


Sento da tempo grandi e complessi ragionamenti sulla crisi della sinistra. Domenica, leggendo Il Piccolo, ho avuto una prima, certa e significativa risposta. A Ronchi dei Legionari, comune di sinistra, dove la gente vota a sinistra e gli amministratoti sono di sinistra, la giunta comunale per parlare dei problemi locali si è rivolta a ... A chi? al Presidente della Regione? No. A qualche assessore regionale? No. Ai parlamentari? Nemmeno. A Federico Razzini, consigliere regionale della Lega Nord, noto per le sue battaglie contro i mussulmani e i centri commerciali e per il suo difficile rapporto con la lingua italiana. Quindi, se dei dirigenti politici del partito democratico, eletti dai cittadini anche in nome della loro appartenenza politica, pensano che il loro miglior interlocutore sia un leghista xenofobo, vuol dire che siamo messi male, molto male.



Devo le mie scuse al reggente, pardon, segretario, del Partito democratico Dario Franceschini. Nel mio ultimo post l'avevo descritto come una via di mezzo tra il portinaio e la donna delle pulizie della sede del partito. Eppure, nel suo primo breve intervento, ha detto: che la legge della destra sul testamento biologico fa schifo, che in Europa staremo nel gruppo socialista e che Berlusconi sta cambiando i connotati della nostra democrazia. In cinque minuti è stato meglio di Veltroni in diciotto mesi. Speremo ben.

mercoledì 18 febbraio 2009

Il reggente

In un paese normale, con un partito normale, fatto da gente normale, quando il segretario infila una spettacolare serie di sconfitte si dimette. Non è un dramma, non è una tragedia. Si fa un congresso dove si confrontano uomini e programmi diversi e poi chi vince governa (e chi perde non se ne va).


In Italia no. A chi si dimette si chiede di restare, si rinvia il congresso e tutti sperano di rimanere al loro posto. E il segretario? Nessun problema, si mette un "reggente", cioè uno che per alcuni mesi apre la porta del partito, legge la posta, spazza la stanza e magari versa un po' d'acqua alle piante.

lunedì 16 febbraio 2009

Soru, Veltroni e il rasoio di Occam



Dopo otto ore dalla chiusura non sono stati scrutinati nemmeno un terzo dei seggi per le elezioni regionali in Sardegna. A questo punto in Germania avrebbero già nominato il nuovo governo, ad ogni modo appare chiaro che a vincere sarà il centrodestra.
Il presidente uscente, Renato Soru, ha ottenuto quasi cinque punti in percentuale più della sua coalizione. A brillare per il tonfo elettorale è il Partito Democratico (almeno dieci punti in meno rispetto allo scorso anno).



Guglielmo da Occam è stato il più grande pensatore del Medioevo, con lui si chiuse l'epoca della scolastica; il suo principio metodologico venne chiamato "rasoio di Occam" e, in sostanza, affermava che di tutte le possibili spiegazioni andava sempre preferita quella più semplice.



Ora, volendo applicare una bella rasoiata occamiana alla domanda: "Perché il PD perde in continuazione?" risponderei: "Perché ha un gruppo dirigente che non funziona e andrebbe cambiato. A cominciare dal segretario".
Il signore qui sotto è stato un bravo ministro, si candiderà a segretario del Partito Democratico. Aspetto di capire con quali idee, nel frattempo, speriamo bene.


venerdì 30 gennaio 2009

Governare

Da Il Messaggero Veneto di venerdì 30 gennaio: "Fischi, grida, rabbia e frustrazione: Brazzano insorge contro la riapertura della discarica per inerti in località Cave (peraltro esistente da 23 anni) e contesta duramente il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta.C’è anche chi arriva a minacciare gesti estremi per impedire la realizzazione dei lavori di adeguamento («vedrete che cosa succederà se aprite la discarica») o chi invece annuncia che getterà le immondizie nei fossi per protesta («faremo come hanno fatto a Napoli»).Per oltre tre ore il presidente provinciale, venuto per spiegare la situazione ai cittadini, su invito dell’amministrazione comunale, si ritrova sotto un fuoco di fila continuo. «Chi controllerà cosa buttano dentro, controllerà lei –, urla un uomo dalla platea rivolgendosi a Gherghetta –? Dica che ormai è approvata, che è un capitolo chiuso, non ci prenda in giro. Lei è un bravo politicante». «Non sono venuto qui a giustificarmi», ribatte il presidente. «Sembrerebbe di sì», replicano dal pubblico.Gherghetta a questo punto scaturisce: «Se pensate che siamo tutti farabutti, la prossima volta votate qualcun altro». «È quello che faremo», rumoreggiano in parecchi, «andate a lavorare», gridano altri. Gli animi sono esacerbati, ma l’autorizzazione alla riapertura è stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il problema non è solo la discarica per inerti di Brazzano, il problema è che Cormòns è stata già la pattumiera isontina per oltre un ventennio grazie a Pecol dei Lupi".


Questa è la ricostruzione giornalistica di una sobria serata a Cormons dove, in una pacata assemblea pubblica, si discuteva dell'ampliamento di una discarica per inerti.

I cittadini della provincia di Gorizia producono rifiuti, come tutti, e, sempre come tutti, non vorrebbero occuparsi del loro smaltimento. Se poi si devono smaltire, mai farlo vicino casa.
Così, in questi anni, la "gente" ha fatto chiudere l'inceneritore di Savogna, non vuole bruciare rifiuti nella centrale di Monfalcone, protesta a Staranzano e a Gradisca, chiede risarcimenti a Medea, si infuria a Cormons ed è scontenta a Moraro.



Pensare che in questa occasione il Presidente della provincia ha ragione: l'ampliamento della discarica è un atto dovuto e non c'è pericolo ambientale. Però avendo egli dichiarato che "non si fa la guerra al popolo" e promesso che in provincia non ci saranno più né discariche né inceneritori (e poi i rifiuti dove andranno, sulla luna?) non fa altro che raccogliere ciò che ha seminato.

Presidente, faccia pure la guerra a qualcuno e vedrà che comincerà a governare.



"Ha sempre dimostrato l'esperienza e lo dimostra la ragione, che mai succedono bene le cose che dependono da molti". Francesco Guicciardini.

Ultim'ora:
A commento della serata cormonese, il Presidente della provincia ha dichiarato: "Mentre il sindaco di Cormòns, Luciano Patat, si lavava le mani in un catino e chiedeva alla folla chi volete, Barabba o Gesù? E la folla ha gridato Barabba. A quel punto ho capito che sarei stato messo in croce".

mercoledì 17 dicembre 2008

Walter e Pasquale


"Vile, tu uccidi un uomo morto!" Francesco Ferruzzi, capitano delle truppe fiorentine gravemente ferito, a Fabrizio Maramaldo, capitano degli spagnoli, che stava per pugnalarlo.



"Questo non è il mio partito" ha dichiarato Walter Veltroni, segretario del Partito democratico. Di questi tempi Walter Veltroni mi ricorda un vecchio sketch di Totò. il comico raccontava a un amico di essere stato schiaffeggiato da un tale che, mentre lo picchiava, continuava a chiamarlo Pasquale. L'amico gli chiede: "E tu cosa hai fatto?" "Niente. - risponde Totò - Non mi chiamo mica Pasquale".


Neanche io mi chiamo Pasquale eppure mi sento pienamente coinvolto e schiaffeggiato, visto che questo è il mio partito. Tutte queste sberle fanno un gran male e credo che sarebbe il caso di reagire. Bisogna fare del PD un "soggetto politico veramente nuovo", ha sempre detto Veltroni. Giusto. Ma per avere "un soggetto politico veramente nuovo" ci vogliono dei dirigenti veramente nuovi.

sabato 8 novembre 2008

Dove sono?

"Queste tendenze fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che puo' risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia'', Paola Binetti parlando degli omosessuali in un'intervista sul Corriere della Sera.

Paola Binetti è iscritta al Partito democratico; come me.


Sono convinto che l'Italia abbia bisogno di un grande partito progressista, capace di avere il consenso della maggioranza dei cittadini. Sono convinto che questo partito debba raccogliere l'eredità delle culture socialiste, liberali e cattoliche democratiche. Sono convinto che, con tutti i suoi limiti, questo partito possa essere il Partito democratico. Certamente, in una grande organizzazione politica possono esserci sensibilità diverse su alcune questioni ma deve esserci una visione comune, salda e precisa sui principi di fondo come i diritti, la libertà e l'uguaglianza di tutti i cittadini.

Leggo dal Manifesto dei valori del Partito democratico:
Il Partito Democratico si impegna affinché la cultura dei diritti umani sia sempre più condivisa, al di là delle barriere politiche, geografiche, religiose. Essa mira a eliminare ogni violazione della dignità e della vita della persona, rimuovendo le cause che possono pregiudicarne lo sviluppo, e ogni discriminazione e violenza per motivi di appartenenze razziali e sociali, di schieramento politico e culturale, di religione, di genere e di orientamento sessuale.

Benissimo, allora mi chiedo chi ha sbagliato partito: io o l'onorevole Binetti? Mi sono subito risposto. Infatti, io non me ne vado.